Il Territorio — Marzeno — Ca’ di Sopra
Il Marzeno — panorama dalla Collina di Agello
Romagna DOC · Sottozona

Il Marzeno.

La sottozona più piccola e più antica della Romagna DOC.
Un nome che viene da Roma. Un vino che viene da qui.

2.890
Ettari totali
La superficie complessiva della sottozona DOC Marzeno
435
Ettari a vigneto
Il 15% della superficie totale — un paesaggio dove il vigneto convive con boschi e calanchi
70–350
Metri s.l.m.
Un’escursione altitudinale che genera microclimi diversi e vini con caratteri distinti
2011
Anno DOC
L’anno in cui il Marzeno è stato riconosciuto ufficialmente come sottozona della Romagna DOC

Al confine tra
Faenza e Brisighella,
nel cuore dell’Appennino faentino.

Il Marzeno è una piccola valle appenninica che prende il nome dall’omonimo torrente, affluente del Lamone. Il territorio si estende tra i comuni di Faenza e Brisighella, in provincia di Ravenna, incuneato tra le colline che degradano dall’Appennino verso la pianura padana.

La posizione è quella di una valle chiusa su tre lati dalle alture appenniniche e aperta verso nord-est in direzione della pianura — una conformazione che crea condizioni microclimatiche uniche, con escursioni termiche marcate tra giorno e notte e tra estate e inverno.

La frazione di Marzeno, che dà il nome all’intera sottozona, è divisa amministrativamente tra i due comuni. Le principali località viticole sono Agello, Vicchio, Ceparano, Tuliero e Sarna.

Mappa sottozone Romagna DOC — Marzeno evidenziato
Il Marzeno nel contesto delle sottozone della Romagna DOC

Dal Fundus Marcianus
all’899 d.C.
Una storia di duemila anni.

Il nome Marzeno non è casuale — porta con sé duemila anni di storia. Gli studiosi di toponomastica faentina lo fanno derivare dall’antico latino fundus Marcianus, ovvero un fondo agricolo di epoca romana di proprietà della famiglia o del prefetto Marcius.

La transizione fonetica dal latino Marcianus al moderno Marzeno è documentata: il termine locus Marcianus compare esplicitamente in un documento dell’Archivio Arcivescovile di Ravenna datato 14 maggio 899 — oltre undici secoli fa.

«La fertilità e l’eccellenza di queste terre erano già note in epoca classica. Nel De Re Rustica, Varrone menziona i terreni dell’agro faentino di proprietà di L. Marcius, elogiandone la straordinaria produttività e la qualità delle viti.»

Marco Terenzio Varrone, De Re Rustica — I secolo a.C.

Questa eredità storica — dal fundus Marcianus romano alla sottozona DOC del 2011 — racconta di un territorio che ha prodotto vino senza interruzione per oltre due millenni.

899
d.C.
Prima attestazione scritta
del toponimo Marzeno
— Archivio Arcivescovile di Ravenna
Collina di Agello — Marzeno
Collina di Agello — cuore viticolo del Marzeno

Il torrente Marzeno
e la Collina di Agello.

Il torrente Marzeno scorre da sud-ovest verso nord-est, dividendo il territorio in due versanti con esposizioni e caratteri distinti. La sponda destra — dove si trovano i poderi di Ca’ di Sopra — è la Collina di Agello, con esposizioni prevalentemente a est e sud-est, suoli più argillosi e vigne tra i 120 e i 240 metri.

La sponda sinistra presenta versanti più ripidi con esposizioni a ovest e nord-ovest, quote più elevate e una presenza maggiore di calanchi — quelle caratteristiche erosioni argillose che segnano il paesaggio appenninico romagnolo.

L’alternanza di queste morfologie crea una complessità paesaggistica e viticola notevole per un’area così contenuta: vigne in piano, su versante e su crinale, a quote che vanno dai 70 ai 350 metri sul livello del mare.

Mappa zona di produzione Marzeno
Vigneti della sottozona Marzeno — in verde le vigne DOC, in rosso i poderi di Ca’ di Sopra

Tre suoli.
Una firma territoriale.

Argille azzurre
Formazione Pliocene · Zona centrale e sud

Le argille di colore blu-grigio caratterizzano la parte centrale e meridionale della sottozona — il cuore del Marzeno, fino ai confini con Modigliana. Compatte, impermeabili, ricche di minerali, costringono le radici a scendere in profondità in cerca di acqua, generando Sangiovese con struttura, sapidità e lunga vita in bottiglia.

Argille rosse
Formazione Pleistocene · Zona nord

Scendendo verso Faenza, le argille azzurre lasciano progressivamente posto alle argille rosse, che caratterizzano la parte settentrionale della sottozona. Suoli più ossidati, con colorazioni dall’ocra al rosso mattone e una maggiore capacità drenante. Danno al Sangiovese toni fruttati più immediati e una struttura più morbida.

Spungone
Formazione calcarea Miocenica · Affioramenti

All’interno delle argille azzurre emergono gli affioramenti calcarei dello Spungone romagnolo: il colle di Ceparano e i Monti Torre e Castellaccio — che raggiungono i 500 m s.l.m. e formano un avamposto naturale verso l’Appennino più alto. Questa formazione attraversa il territorio fino a Bertinoro, conferendo mineralità e drenaggio dove le argille sarebbero impermeabili.

Carta geologica della sottozona Marzeno
Carta geologica del Marzeno — in arancio le argille, in verde chiaro lo Spungone, in blu il torrente Marzeno

La carta geologica del Marzeno mostra la distribuzione dei suoli nella sottozona. Le argille azzurre plioceniche dominano la zona centrale e meridionale — il cuore del territorio fino al confine con Modigliana. Al loro interno emergono gli affioramenti dello Spungone attorno a Ceparano e ai Monti Torre e Castellaccio.

Scendendo verso nord in direzione di Faenza, le argille azzurre lasciano progressivamente posto alle argille rosse, che caratterizzano la parte settentrionale della sottozona con suoli più drenanti e ossidati.

Il perimetro grigio delimita la sottozona DOC. Il torrente Marzeno, in blu, scorre da sud-ovest verso nord-est dividendo il territorio e determinando le esposizioni di ogni versante.

Vista dalla Collina di Agello — Marzeno
Vista dalla Collina di Agello verso la pianura faentina

Sangiovese.
Ma non come
ovunque in Romagna.

Il Sangiovese è il vitigno della Romagna per eccellenza — ma il Marzeno gli conferisce un’impronta che lo distingue dal resto della denominazione. Le argille compatte, la quota, l’escursione termica e la presenza dello Spungone producono un Sangiovese con caratteristiche precise e riconoscibili.

Acidità vibrante — le notti fresche e l’altitudine conservano l’acidità naturale dell’uva anche nelle annate più calde, dando ai vini freschezza e tensione.

Sapidità marcata — la ricchezza minerale dei suoli argilloso-calcarei si trasferisce direttamente nel bicchiere, con una persistenza sapida che è il marchio territoriale del Marzeno.

Tannino fine — non aggressivo, ma presente e ben integrato. Struttura senza durezza, capacità di evoluzione in bottiglia.

Longevità — caratteristica comune ai migliori vini del territorio: il Sangiovese del Marzeno regge bene il tempo, migliorando nei primi cinque-dieci anni e mantenendosi oltre.

Riconosciuta nel 2011.
Una sottozona
tra le più piccole d’Italia.

Il Marzeno è stata riconosciuta come sottozona della Romagna DOC nel 2011, nel quadro della riforma della denominazione che ha identificato e delimitato le aree di maggiore vocazione viticola della regione.

Con i suoi 2.890 ettari totali e 435 a vigneto, è una delle sottozone più piccole dell’intero panorama DOC italiano — una dimensione che garantisce un’identità territoriale precisa e una produzione necessariamente limitata.

Il disciplinare prevede un minimo di 95% di Sangiovese in uvaggio e due tipologie distinte:

Romagna DOC Marzeno Sangiovese — può essere commercializzato a partire dal 1° settembre successivo alla vendemmia. La tipologia di accesso al territorio, che esprime il carattere diretto e territoriale del Sangiovese marzanese.

Romagna DOC Marzeno Sangiovese Riserva — richiede un affinamento minimo di 24 mesi aggiuntivi rispetto alla tipologia base. Un vino di struttura e longevità, pensato per raccontare il Marzeno nella sua espressione più compiuta.