Albana
L’unica DOCG della Romagna. Da una vigna esposta a nord, a 200 metri, che guarda la valle del Marzeno.
L’Albana di Ca’ di Sopra nasce da un vigneto in controtendenza: esposizione a nord, quota media, argille azzurre. Una scelta che rallenta la maturazione e preserva l’acidità naturale del vitigno — restituendo un bianco minerale, sapido, con una tensione che non ti aspetti dall’Albana romagnola. Pressatura soffice, bassa resa, affinamento sur lies in cemento. Nessuna concessione alla morbidezza facile.
Una scelta controcorrente.
Nord, quota, argille azzurre.
La vigna dell’Albana di Ca’ di Sopra guarda a nord — una scelta insolita per un vitigno che in Romagna cerca tradizionalmente esposizioni calde e soleggiate. A 200 metri di altitudine, su argille azzurre compatte, la maturazione rallenta e l’acidità si conserva naturalmente.
Il risultato è un’Albana che si discosta dal profilo morbido e rotondo della denominazione: più tesa, più minerale, con una sapidità che ricorda il territorio rosso di dove nasce — la Collina di Agello nel cuore del Marzeno.
Le viti del 2003, ora ventennali, hanno radici profonde nelle argille azzurre. Quelle del 2017 stanno affinando il loro carattere. L’assemblaggio delle due epoche di impianto restituisce complessità e continuità.
L’unica DOCG
della Romagna.
Dal 1987.
La Romagna Albana è stata la prima DOCG italiana per i vini bianchi, riconosciuta nel 1987. Un primato storico che racconta la vocazione di questo vitigno autoctono, coltivato sulle colline romagnole da secoli.
L’Albana è un vitigno dalla buccia spessa, ricco di estratto e naturalmente tendente alla morbidezza. La sua interpretazione in chiave secca — come quella di Ca’ di Sopra — richiede attenzione alla vigna, alle rese e alla vinificazione per mantenere freschezza e tensione senza perdere la struttura del vitigno.
La versione di Ca’ di Sopra è un bianco da tavola serio: abbina bene pesce strutturato, crostacei, paste ripiene e formaggi semi-stagionati. E migliora con qualche anno in bottiglia.